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Principi per una sinistra populista

Par Christophe Ventura  |  7 settembre 2017     →    Version imprimable de cet article Imprimer

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Viviamo un «momento» populista. Di fronte alla trasformazione delle nostre democrazie in regimi oligarchici al servizio di un sistema finanziario ed economico internazionale che distrugge implacabilmente tutte le protezioni sociali erette di fronte a lui e al suo sviluppo predatorio e (auto)distruttore del suo stesso ordine commerciale, si sta sviluppando un ampio movimento di rottura tra le maggioranze popolari e le classi politiche in campo, le istituzioni e le autorità della democrazia liberale. Questo «movimento» si dà in prima istanza nella forma di una dinamica «destituente» a partire dalla quale si ricostituisce progressivamente il principio e il contenuto di una forza proveniente dalla società, la sola a poter respingere l’assalto dei mercati e a poterli disciplinari: la sovranità popolare.

Così, il «momento» populista, inizialmente «destituente», prepara sempre una seconda fase: la riformulazione di un nuovo equilibrio necessario nell’ordine politico. Indeterminato all’inizio e spazio di confronto tra le forze legate al sistema in crisi e quelle che emergono al di fuori del suo centro, questo «momento» attua la ricostruzione delpolitico a partire da una crisi della politica.

Questo processo aperto e conteso opera ormai mentre la crisi sistemica che segue l’epoca della «globalizzazione» incrina l’ordine liberale e dissolve l’adesione delle sue basi sociali tradizionali (classi medie – quelle che hanno accesso a un minimo di sicurezza e di gratificazione dentro la società di mercato). L’applicazione da decenni delle stesse politiche socio-economiche neoliberali da parte di chi è identificato nel senso comune come «la sinistra» e «la destra» è all’origine del fenomeno. Quest’ultimo non si determina a priori a partire da una griglia d’analisi e d’impegno di «destra» o di «sinistra». Il movimento generato dal «momento» populista può diventare di destra o di sinistra, tutto dipende dal modo in cui sarà costruito e orientato.

In questo quadro si pone una questione: come fertilizzare questo movimento perché favorisca l’emergere di un sovranità e di un popolo impegnato per l’emancipazione? Quali forze politiche possono aprire a questo obiettivo e contrastare l’espansione di risposte conservatrici, autoritarie e regressive? Quali principi e quali strategie possono guidare l’evoluzione di una sinistra nell’epoca del populismo, una sinistra populista erede di battaglie storiche che non perdono attualità e innovatrice nella sua capacità di elaborare una strategia discorsiva volta a includere e mobilitare al di là delle componenti e delle organizzazioni tradizionali?

Tre principi possono essere posti in questa prospettiva:

  1. La sinistra populista deve affrancarsi dalle ingiunzioni del sistema politico e dei suoi megafoni mediatici, anche da coloro che da ultimo ordinano di sostenere, durante le elezioni, la forza politica di sistema presentata come la sola capace di sbarrare la strada a un’estrema destra minoritaria. Una forza di sinistra populista deve senza pausa, e malgrado la paura legittima provocata dalla forza significativa dell’estrema destra, ricordare che quest’ultima non ha in realtà che poche possibilità di essere nella posizione di conquistare il potere in questa fase, che è favorevole alle regole fondamentali dell’ordine economico e che non implementerà mai le esigenze democratiche e sociali che proclama di voler difendere. La sua funzione consiste da sempre nel disciplinare la società al servizio del padronato nazionale all’interno della concorrenza internazionale. Inutile per il cambiamento democratico e sociale che pretende di incarnare, l’estrema destra è in realtà in cane da guardia del sistema. Ecco perché una forza di sinistra populista vi si contrapporrà sempre. E difenderà, per meglio combatterla, le esigenze democratiche e sociali che conducono molte persone verso di essa. In questo contesto associarsi, anche una sola volta, alle forze del sistema le quali operano un ricatto sul voto di tutti attraverso l’opposizione all’estrema destra, per perpetuarsi così al potere in una forma o nell’altra (governo di coalizione, di coabitazione, trasformismo), significa rinforzare la capacità di questa estrema destra di presentarsi come l’unico autentico avversario del sistema.
  1. La sinistra populista deve combattere questo sistema, il suo cane da guardia e tutte le ideologie nichiliste che si sviluppano nel mondo edificando e promuovendo nello spazio pubblico un progetto di società basato su tre motori al servizio della prosperità individuale e collettiva: giustizia, sovranità, uguaglianza. In questa prospettiva, essa stabilisce una nuova frontiera politica tra un «loro» e un «noi» sulla base di una strategia discorsiva alimentata da queste idee.
  1. La sinistra populista deve rifondare la sua rappresentazione popolare attraverso l’immersione e l’azione nella quotidianità della vita della popolazione. È nella relazione che si costruiscono la sua proiezione e la sua rappresentazione. Così, la sinistra populista deve impegnarsi a organizzare delle azioni di solidarietà concreta a fianco delle popolazioni per aiutare la risoluzione di problemi sociali, amministrativi, fiscali, bancari, ecologici, etc. nei quartieri e nei territori. Essa deve mettere a disposizione le sue risorse militanti (servizi, materiali, locali, etc.) per favorire le iniziative di socializzazione e di sensibilizzazione (crisi climatica per esempio), le azioni collettive, l’organizzazione di eventi conviviali e festivi. Essa deve farsi carico di campagne di accompagnamento per estendere la conoscenza e la pratica di internet e delle reti sociali (sensibilizzazione alle tecniche di riservatezza e di resistenza alla sorveglianza di massa), etc.

Il compito è difficile e interpella la cultura tradizionale della sinistra, ma la sinistra populista è un movimento che deve irrigare contemporaneamente tre sfere: quella del soccorso e delle micro-solidarietà per costruire una catena di sostegno allargato a partire nella quale possano incontrarsi diversi segmenti popolari e preparare, sulla base del loro incontro, i modi di vita e le istituzioni necessarie alla società di domani; quella della battaglia per l’egemonia ideologica e culturale attorno a un trittico indissociabile; quella della battaglia politica ed elettorale nella quale la sinistra populista deve marcare la sua rottura con l’ordine e le pratiche dei partiti di sistema.

 

Pubblicato su Mémoire des luttes il 7/9/2017. Traduzione di Francesco Marchesi. 





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